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	<title>Centro per la cultura &#8211; Comune di Comiso</title>
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	<description>Portale ufficiale del Comune di Comiso</description>
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	<title>Centro per la cultura &#8211; Comune di Comiso</title>
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	<item>
		<title>Biblioteca Fulvio Stancanelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 16:49:17 +0000</pubDate>
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		<title>Museo Civico di Storia Naturale</title>
		<link>https://www.comune.comiso.rg.it/vivere-il-comune/luoghi/museo-civico-di-storia-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 15:23:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fondato nel 1991, il Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, situato in via degli Studi n.9, offre ai visitatori un affascinante viaggio attraverso milioni di anni di evoluzione. Competenze Ufficialmente riconosciuto dal Segretariato CITES, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fondato nel 1991, il Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, situato in via degli Studi n.9, offre ai visitatori un affascinante viaggio attraverso milioni di anni di evoluzione.</p>
<div>
<div><b>Competenze</b></div>
<div>Ufficialmente riconosciuto dal Segretariato CITES, il museo si estende su una superficie espositiva di 1500 m² e vanta una collezione di oltre 30.000 reperti, tra fossili e preparati zoologici, provenienti da tutto il mondo. Le esposizioni includono numerose specie estinte o a rischio di estinzione, conferendo alla collezione un valore inestimabile. Di particolare rilievo è la più importante collezione cetologica del Sud Italia.</div>
</div>
<div></div>
<div>Il museo è suddiviso in due sezioni principali: la Sezione Paleontologica e la Sezione Zoologica.</div>
<div></div>
<div><b>Sezione Paleontologica</b>: Questa sezione esplora l’origine della vita e l’evoluzione animale. Il percorso espositivo spazia dai primi esseri viventi ai pesci corazzati del Paleozoico, dalle ammoniti ai dinosauri fino ai mammiferi del Quaternario, uomo compreso. Offre un viaggio affascinante tra fossili di straordinaria bellezza, catturando l’attenzione di appassionati di tutte le età. Tra i reperti di spicco, si possono ammirare lo scheletro di uno <i>Psittacosaurus mongolensis</i>, quello di uno pterosauro brasiliano con un&#8217;apertura alare di quattro metri e persino esemplari di <i>Palaeloxodon falconeri</i>, il più piccolo elefante mai esistito, i cui esemplari più antichi sono stati rinvenuti proprio nel territorio di Comiso.</div>
<div></div>
<div><b>Sezione Zoologica</b>: Comprende migliaia di esemplari naturalizzati provenienti dalla Sicilia, dall’Europa e da altri continenti. Nelle sale dedicate si possono ammirare i vivaci colori delle conchiglie di molluschi mediterranei e tropicali, scoprire curiose creature delle profondità marine e apprezzare la maestosità dei cetacei, esposti in ambienti dall’atmosfera evocativa e coinvolgente. La collezione ittiologica include diverse specie di squali, il gigantesco Pesce Luna e un raro esemplare di Celacanto proveniente dal Madagascar. Le vetrine dei rettili presentano grandi Tartarughe Liuto, la Tartaruga gigante di Aldabra e le lucertole volanti di Giava. La collezione ornitologica conta circa 1600 esemplari, dai colibrì agli struzzi, fino all’imponente Uccello Elefante del Madagascar.</div>
<div>Negli ultimi 30 anni, i ricercatori del museo hanno condotto numerosi studi e pubblicato centinaia di articoli su riviste internazionali, scoprendo 15 nuove specie tra fossili e animali attuali. Inoltre, il museo si distingue per il suo grande impegno nel recupero di cetacei spiaggiati, vantando una collezione di 50 esemplari tra balene e delfini.</div>
<div>Uno dei principali punti di forza del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso è la sua ricca Offerta didattica, che include visite guidate tematiche e attività laboratoriali, rendendo l’apprendimento un’esperienza entusiasmante per adulti e bambini. Il museo ospita inoltre una biblioteca scientifica con 6.000 volumi di interesse geo-paleontologico, zoologico e archeologico.</div>
<p><strong>LINK AL SITO WEB: <a href="https://museostorianaturalecomiso.it/" target="_blank" rel="noopener">museostorianaturalecomiso.it</a></strong></p>
<div>Il museo è suddiviso in due sezioni principali: la Sezione Paleontologica e la Sezione Zoologica.</div>
<div><b>Sezione Paleontologica</b>: Questa sezione esplora l’origine della vita e l’evoluzione animale. Il percorso espositivo spazia dai primi esseri viventi ai pesci corazzati del Paleozoico, dalle ammoniti ai dinosauri fino ai mammiferi del Quaternario, uomo compreso. Offre un viaggio affascinante tra fossili di straordinaria bellezza, catturando l’attenzione di appassionati di tutte le età. Tra i reperti di spicco, si possono ammirare lo scheletro di uno <i>Psittacosaurus mongolensis</i>, quello di uno pterosauro brasiliano con un&#8217;apertura alare di quattro metri e persino esemplari di <i>Palaeloxodon falconeri</i>, il più piccolo elefante mai esistito, i cui esemplari più antichi sono stati rinvenuti proprio nel territorio di Comiso.</div>
<div><b>Sezione Zoologica</b>: Comprende migliaia di esemplari naturalizzati provenienti dalla Sicilia, dall’Europa e da altri continenti. Nelle sale dedicate si possono ammirare i vivaci colori delle conchiglie di molluschi mediterranei e tropicali, scoprire curiose creature delle profondità marine e apprezzare la maestosità dei cetacei, esposti in ambienti dall’atmosfera evocativa e coinvolgente. La collezione ittiologica include diverse specie di squali, il gigantesco Pesce Luna e un raro esemplare di Celacanto proveniente dal Madagascar. Le vetrine dei rettili presentano grandi Tartarughe Liuto, la Tartaruga gigante di Aldabra e le lucertole volanti di Giava. La collezione ornitologica conta circa 1600 esemplari, dai colibrì agli struzzi, fino all’imponente Uccello Elefante del Madagascar.</div>
<div>Negli ultimi 30 anni, i ricercatori del museo hanno condotto numerosi studi e pubblicato centinaia di articoli su riviste internazionali, scoprendo 15 nuove specie tra fossili e animali attuali. Inoltre, il museo si distingue per il suo grande impegno nel recupero di cetacei spiaggiati, vantando una collezione di 50 esemplari tra balene e delfini.</div>
<div>Uno dei principali punti di forza del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso è la sua ricca Offerta didattica, che include visite guidate tematiche e attività laboratoriali, rendendo l’apprendimento un’esperienza entusiasmante per adulti e bambini. Il museo ospita inoltre una biblioteca scientifica con 6.000 volumi di interesse geo-paleontologico, zoologico e archeologico.</div>
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		<title>Terme Romane</title>
		<link>https://www.comune.comiso.rg.it/vivere-il-comune/luoghi/terme-romane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:25:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Costruita dai Cappuccini nel 1616, nella parte alta della città, è a una sola navata, con copertura a botte, due cappelle laterali e cinque altari (sopra i due a destra vi sono preziosi reliquari). Una cantoria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Costruita dai Cappuccini nel 1616, nella parte alta della città, è a una sola navata, con copertura a botte, due cappelle laterali e cinque altari (sopra i due a destra vi sono preziosi reliquari). Una cantoria in legno sovrasta l’ingresso. <br />Il ritrovamento dei resti di un complesso termale di epoca romano-bizantina quando, nella seconda metà dell’800, si scavarono le fondamenta dell’attuale Palazzo Municipale, suonò a conferma delle antiche origini della città. I successivi scavi dell’archeologo Paolo Enrico Arias nel 1934-35 e soprattutto quelli dell’archeologo comisano Biagio Pace del 1937, rivelarono la monumentalità della “Terma” e vennero alla luce resti di un ambiente ottogonale, con un’abside, alcune vasche e canalette. Si trattava di un complesso termale sicuramente d’epoca romana, d’età imperiale, ancora in uso in età bizantina. Fu individuato dal Pace un vero e proprio ninfeo e furono meglio esplorati i due pavimenti già scoperti nel 1935. In epoca molto più recente, nel 1988 e nel 1989, sono state condotte altre due campagne di scavi ad opera della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Siracusa, nel corso dei quali sono stati scoperti altri ambienti che hanno permesso di intuire lo schema planimetrico e la distribuzione spaziale dell’edificio. Scavi finalizzati al recupero del complesso edilizio di età antica già conosciuto e accrescere le conoscenze sulla “Terma imperiale”, così è sta chiamata da Giovanni Distefano che ha diretto queste ultime esplorazioni è stato magna pars.</p>
<p>Gli ambienti che componevano il complesso termale erano un tepidarium, un caldarium, di cui è stato individuato quasi per intero il vano, un ambiente ottogonale di cui si conservano cinque muri perimetrali e due colonnine o pilae, addossate al lato nord, che insieme ad altre nove sostavano un hypocaustum, ossia un pavimento sospeso. Sulla parete occidentale del caldarium vi era un’imboccatura verso l’esterno, il praefurnium. Tra il tepidarium e il caldarium esistevano una complessa rete di cabalette e la cisterna. Il frigidarium doveva estendersi sicuramente sotto il Palazzo Municipale. Quindi il ninfeo, l’unico ambiente di cui è evidente un riutilizzo in epoca successiva rispetto all’impianto originario. Gli scavi più recenti hanno messo in luce un’area probabilmente a cielo aperto. Per Distefano si tratta di un cortile o un vero e proprio giardino, in parte interrotto da un canale e sostenuto da un muraglione.</p>
<p>Nella terma, probabilmente si conservava anche una collezione d’arte. Nel 1934, in via Calogero, è stata rinvenuta una protome animalesca in marmo, alta 80 centimetri, attualmente conservata presso l’Istituto Statale d’Arte. Forse un cervo, come farebbero intendere i fori per l’inserzione di due corna probabilmente in bronzo non pervenuteci. Tuttavia la scultura è di difficile identificazione con un animale reale: potrebbe trattarsi di una personalizzazione del fiume Ippari, certamente era una rappresentazione votiva posta all’interno del complesso termale o nel giardino. Inoltre sono stati rinvenuti altri frammenti in pietra, forse zampe di un leone, il che rafforza l’idea della presenza di una serie di sculture che adornavano la terma. L&#8217;edificio termale ha conosciuto due diversi periodi storici. La sua struttura architettonica è mutata nel IV secolo. Solo il ninfeo, per intenderci il luogo dov&#8217;è stato trovato il mosaico, è stato utilizzato in entrambi i periodi anche se nella seconda fase della sua esistenza, esso fu coperto da altro pavimento in marmo”. Riguardo alla datazione della Terma, sulle orme dei migliori studiosi della seconda metà dell’Ottocento e fino allo stesso Orsi, Arias e Pace, si è ritenuto che l’originario complesso termale fosse databile tra il I e il II secolo. In realtà la datazione delle terme va posticipata senza dubbio all’età degli Antonini se non perfino alla metà del III secolo. Ciò si evince dall’impianto architettonico lineare ed efficace per l’uso dell’ambiente e per la presenza del pavimento a mosaico. La terma fu utilizzata sebbene in forma più ridotta, sicuramente fino al V secolo e fino allo scadere del regno di Valentiniano III (470 d.C.). Il ritrovamento del tesoretto di solidi d’oro di Onorio – 1100 monete &#8211; vicino il Vallone Cucca conferma una presenza consistente all’epoca ma anche la preoccupazione d’essere depredati. Erano già in atto le invasioni barbariche e l’Impero Romano d’Occidente si sgretolava. I Vandali erano alle porte della Sicilia: il loro arrivo spazzò via un’epoca e non fu più il tempo delle terme.</p>
<p>A cura di Antonello Lauretta</p>
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		<title>Teatro Naselli</title>
		<link>https://www.comune.comiso.rg.it/vivere-il-comune/luoghi/teatro-naselli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:17:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un teatro è sicuramente esistito a Comiso tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento anche se la sua costruzione si fa risalire comunemente al 1841.Un teatro è sicuramente esistito a Comiso tra la fine del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un teatro è sicuramente esistito a Comiso tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento anche se la sua costruzione si fa risalire comunemente al 1841.<br />Un teatro è sicuramente esistito a Comiso tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento anche se la sua costruzione si fa risalire comunemente al 1841. Di certo era dotato di palchetti e presentava la caratteristica forma tondeggiante. Di esso si parla, a proposito della necessità di alcuni restauri in una lettera dell’Intendente di Siracusa, recante la data 25 giugno 1826. Le opportune riparazioni furono poi effettuate tra il 1836 e il 1839. Nell’aprile del 1841, l’architetto Mario Battaglia ebbe a lamentasi che il teatro si trovasse in uno stato deplorabile e inservibile. Gli interventi si conclusero l’anno dopo. Dalla documentazione esistente presso l’archivio storico comunale di Comiso, si evince il gradimento e l’attaccamento della popolazione a questa forma di spettacolo. Fino al 1856 si succedettero alcuni modesti interventi.Infine si decise di porre mano alla facciata la cui realizzazione fu affidata all’ingegnere Sortino. Si tratta dell’attuale prospetto che consta di un portico dorico-siculo.</p>
<p>Pilastri e frontoni sono realizzati in pietra bianca di Comiso. I lavori furono appaltati nell’aprile del 1858 e completati l’anno successivo. Il teatro disponeva di 108 posti di platea, 10 palchi in prima fila, 11 in seconda, oltre una galleria a terza fila. Prosa, lirica e operetta vi si rappresentarono assiduamente con un alternarsi delle migliori compagnie dell’epoca. Subito dopo la Grande Guerra ebbe inizio la lenta e inarrestabile decadenza. Infine, l’abbandono mentre l’atavica fame di teatro dei comisani veniva soddisfatta negli anni Trenta presso il nuovo “Cineteatro Vona”, peraltro chiuso definitivamente nel 2005. Lo storico Teatro Comunale divenne perfino un deposito della nettezza urbana, quindi un cumulo di macerie.</p>
<p>Sul finire degli anni Settanta del secolo scorso, fu ricostruito su progetto dell’architetto Enzo Gianna, ma della fabbrica originaria si salvò solo la facciata. Riaperto al pubblico agli inizi degli anni Ottanta, fu chiuso perché mancante dei requisiti della sicurezza. Agli ultimi spiccioli del Novecento si pose mano ad una profonda ristrutturazione e il teatro, intitolato “Naselli” in onore alla casata che nel ‘500 elevò Comiso da Baronia a Contea esercitando sulla città una delle più illuminate signorie d’Europa , è stato riaperto – ma potrebbe dirsi meglio, inaugurato – il 25 novembre dell’anno 2000.</p>
<p>Arnoldo Foà, tra i più prestigiosi attori, è stato il primo a calcarne il palcoscenico dopo settanta anni. Poi tanti altri protagonisti del teatro italiano, troppi per citarli tutti, hanno rinverdito la tradizione teatrale comisana.</p>
<p>Il Teatro Naselli si presenta piccolo coi suoi 264 posti a sedere, ma grazioso. I radicali interventi sono stati progettati e diretti dall’architetto Salvatore Catalano e dall’ingegnere Salvino Palumbo. Da quel 25 novembre 2000 si è alternata una incessante attività teatrale ricca e di qualità come il cartellone di prosa, loft e musica.</p>
<p>A cura di Antonello Lauretta</p>
<p>Fonti storiche biblioteca comunale &#8220;Fulvio Stanganelli&#8221;</p>
<p>Foto dei Direzione lavori foyer del teatro comunale di Comiso (RG) e restauro della facciata del teatro: Arch. Giacometto Nicastro</p>
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		<title>Piazza delle Erbe ed Ex Mercato Ittico</title>
		<link>https://www.comune.comiso.rg.it/vivere-il-comune/luoghi/pinacoteca-comunale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 14:04:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ex mercato itticoUn tempo Orto Botanico della città, poi luogo di mercato delle verdure, oggi centro vitale della cittadina, è dominata in alto dalla Chiesa Madre, aperta su via Papa Giovanni XXIII e delimitata da un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ex mercato ittico<br />Un tempo Orto Botanico della città, poi luogo di mercato delle verdure, oggi centro vitale della cittadina, è dominata in alto dalla Chiesa Madre, aperta su via Papa Giovanni XXIII e delimitata da un lato dal Mercato Vecchio. Il <strong>Mercato</strong>, costruito nel 1867 su progetto dell’arch. Fianchini, costituì fino alla meta del ‘900 il mercato cittadino per la vendita del pesce e della carne. L’edificio, caratterizzato da eleganti loggiati esterni ed interni ed abbellito all&#8217;interno da una fontana, oggi ospita la sede della<strong> Fondazione Gesualdo Bufalino</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fondazione Bufalino</title>
		<link>https://www.comune.comiso.rg.it/vivere-il-comune/luoghi/piazza-delle-erbe-fondazione-bufalino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2024 17:13:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Fondazione custodisce tutto il patrimonio librario dello scrittore. La Fondazione custodisce tutto il  patrimonio librario dello scrittore. Nella biblioteca della Fondazione Bufalino si conservano, oltre ad alcuni manoscritti e varie carte dello scrittore, tutte le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione custodisce tutto il  patrimonio librario dello scrittore. <br />La Fondazione custodisce tutto il  patrimonio librario dello scrittore. Nella biblioteca della Fondazione Bufalino si conservano, oltre ad alcuni manoscritti e varie carte dello scrittore, tutte le sue opere pubblicate nelle varie edizioni italiane e straniere, la sua biblioteca privata (un fondo librario di circa 9.000 volumi in gran parte di narrativa e saggistica letteraria,) una piccola emeroteca, una collezione di 600 dischi e cd, una videoteca di 350 videocassette, molte delle quali registrate dallo stesso Bufalino che, com&#8217;è noto, era un appassionato cinefilo, un archivio fotografico e un archivio di documentazione bibliografica di e su Bufalino (elzeviri, interviste, fortuna critica, tesi di laurea).</p>
<p><strong>Link al sito web:</strong> <a href="https://fondazionebufalino.it/" target="_blank" rel="noopener">fondazionebufalino.it</a></p>
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