Museo Civico di Storia Naturale

Istituito nel 1991 presso l’edificio della “Ex Scuola D’arte” in via degli Studi, si estende su una superficie di 1000 mq. con la Sezione Paleontologica e Zoologica. Un grande patrimonio culturale e scientifico rappresentato da oltre 10.000 reperti di fossili di varie ere geologiche, da numerosi preparati zoologici, da circa 2000 animali terrestri e marini naturalizzati, da diversi preparati osteologici e la più importante collezione cetologica del meridione d’Italia. Oltre 7000 reperti fossili appartengono alla Collezione paleontologica privata “G. Insacco” e altri reperti fossili e zoologici sono stati recuperati a seguito di missioni compiute dal personale del museo, oppure donati da diverse ditte benefattrici o da privati collezionisti. Annualmente viene pubblicata la rivista scientifica ufficiale del museo “Natura Rerum”, diretta dal Prof. Filippo Spadola in cui si pubblicano principalmente lavori di zoologia, paleontologia animale, comportamento, benessere degli animali e medicina veterinaria. http://www.edizionibelvedere.it/riviste/natura-rerum

LA SEZIONE PALEONTOLOGICA

Il patrimonio paleontologico è costituito da una ricca collezione di fossili di varie ere geologiche provenienti da vari continenti e testimoniano alcune delle tappe fondamentali della vita. Dai primi organismi, ai pesci corazzati del Paleozoico, dalle ammoniti ai grandi rettili che colonizzarono il mondo durante il mesozoico fino ai mammiferi del quaternario, uomo compreso. Diversi sono i resti di invertebrati e vertebrati del mesozoico, rappresentati da diversi rettili, tra questi alcune porzioni scheletriche di ittiosauri (Insacco et al, 2015), di mosasauridi e resti di rettili volanti, compreso un calco di uno Pterosauro (Anhanguera santanae) dell’apertura alare di 4 metri. Spicca uno scheletro integro di un dinosauro erbivoro del cretaceo inferiore proveniente dalla Mongolia, lo Psitacosauro (Psitacosaurus mongoliensis), un ceratopside primitivo dalla postura bipeda, alto circa un metro, dalle lunghe zampe posteriori atte alla corsa, il cranio corto e compatto era dotato di un becco simile a quello di un pappagallo, da qui il nome “lucertola pappagallo”. Di grande importanza scientifica sono gli unici resti di vertebrati marini mesozoici della Sicilia, rappresentati da due vertebre di ittiosauri triassici appartenenti al gruppo degli shastasauridi di 230 milioni di anni fa (Dal Sasso et al, 2014) e il dente di un coccodrillo marino coevo dei dinosauri, il quale risulta essere il più recente Metriorhynchide al mondo: se l’ultimo ritrovamento relativo a un Metriorhynchide, avvenuto in Francia, era datato 140 milioni di anni fa, il nostro ha un’età di 120 milioni di anni fa. Ciò avvalora la tesi a sostegno del fatto che questi esemplari sopravvissero più a lungo in Italia rispetto al resto del mondo, dove l’estinzione si verificò molto prima (Chiarenza et al, 2015). Nella Sala del Quaternario si possono ammirare dei resti del Pleistocene americano di Armadillo gigante (Glyptodon) e di Bradipo gigante (Megatherium). In una vetrina la mandibola del gigante Mammuth e un ciuffo di peli rinvenuti nel permafrost siberiano della Jakuzia. Una Sala è stata dedicata ai resti fossili di vertebrati del Quaternario siciliano, quasi tutti provenienti dal comprensorio comisano e ibleo. Di questi fanno parte i resti di elefanti di taglia ridotta (Elephas falconeri ed Elephas mnaidriensis), resti di ippopotami, cervi, bisonti, lupi, orsi, leoni e numerosi resti di uccelli, rettili e anfibi. Sensazionale è il piastrone di una Tartaruga gigante terrestre (Geochelone sp.) e le uova perfettamente conservate, aventi un diametro di 65 mm. e rinvenute dal Sig. Puccia Vincenzo di S. Croce Camerina (RG). E’ il secondo ritrovamento effettuato in Sicilia. I vertebrati del quaternario, sono stati e sono ancora oggi oggetto di approfondite ricerche condotte insieme con la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Ragusa e con vari istituti di ricerca. Lo studio di tali resti ha permesso di migliorare il quadro geo-paleontologico del quaternario siciliano, inoltre si è potuto dimostrare che i resti fossili di elefanti provenienti dai dintorni di Comiso risultano essere i più antichi della Sicilia, datati a circa 500.000 anni orsono (Bonfiglio & Insacco, 1992). 

LA SEZIONE ZOOLOGICA

La caratteristica principale della collezione è la didattica e la sistematica, indispensabile a chi vuole servirsene per approfondire ricerche di zoologica sistemica oppure come ausilio didattico per la scuola. La raccolta è costituita da interessanti preparati zoologici siciliani, europei ed esotici. E’ rappresentata da centinaia di conchiglie terrestri e marine, da vari molluschi e invertebrati. Fra questi una Tridacna gigante (il più grande mollusco bivalve al mondo), due calamari giganti della specie Tisanoteuthys rombus, vari insetti siciliani e tropicali, una importantissima raccolta di crostacei decapodi, tra questi, il Granchio gigante del Giappone (Macrocheira kaempferi) di 275 cm. La collezione ittiologica è rappresentata da diversi pesci del Mediterraneo e tropicali, costituita da grandi pesci che popolano il mare e gli abissi, diverse specie di squali e il gigante Pesce Luna (Mola mola) trovato spiaggiato a Cervia, in provincia di Ravenna, il 24 marzo del 1999 e pesava 900 chilogrammi. Tra le specie rare e di recente acquisizione, il Celacanto (Latimeria chalumnae), rappresentato da uno dei pochi e rarissimi esemplari naturalizzati al mondo e proveniente dal Madagascar. Il Celacanto è un rappresentante della più antica linea evolutiva di pesci che si conosca e si pensava che questi pesci si fossero estinti sin dal Cretaceo, fono a quando un esemplare venne pescato nel 1938 in Sudafrica. Interessante la “Sala degli Abissi” dove si possono ammirare reperti autentici di specie che vivono nelle grandi profondità marine. Significativi anche gli esemplari appartenenti all’erpetofauna e all’avifauna siciliana, europea ed esotica. Tra i rettili sono da citare la Tartaruga gigante di Aldabra (Aldabrachelys gigantea), donata dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano e due Tartarughe giganti marine della specie Liuto (Dermochelys coriacea), rinvenute in Sicilia. I circa 1600 uccelli naturalizzati, in parte esposti, sono rappresentati dalle collezioni ornitologiche “G. Licitra” di Chiaramonte Gulfi, “dell’Ispettorato Agrario Provinciale di Ragusa”, di “N. Lauricella”di Palermo, di “G. Insacco” di Comiso e di una parte della Collezione del Museo di Zoologia di Catania. . La collezione cetologica è costituita da 11 specie comprendenti 47 esemplari, di norma scheletri completi, alcuni montati ed esposti, provenienti dalle coste siciliane e calabresi (Cagnolaro et al., 2012; Insacco, 2014). Di particolare rilievo lo scheletro completo del secondo esemplare mediterraneo di Capodoglio nano (Kogia sima) spiaggiatosi a Cattolica Eraclea nel 2002, di cui si possiede anche il calco dell’animale (Bortolotto et al, 2003). Di grande importanza sono i due scheletri di Steno (Steno bredanensis), unici reperti italiani noti, di provenienza siciliana. Notevole è lo scheletro appartenente ad una femmina di Balenottera comune (Balaenoptera physalus) lunga circa 19 metri, spiaggiatasi a Secca Grande di Ribera (AG) nel 1993 e lo scheletro, completo di fanoni, di un altro esemplare di B. physalus di 10 metri, spiaggiatosi nel 2002 a Licata (AG). Tra le altre cose, in una vetrina è esposto un corsetto da donna del 1915, con scatola originale, e dieci “stecche di balena” sfuse, costituite da fanoni cimati, utilizzate nell’800 per intelaiare i corsetti . Completano la collezione diversi reperti di mammiferi terrestri e marini, tra questi un Orso bianco adulto (Ursus maritimus).



https://www.tripadvisor.fr/Attraction_Review-g1625404-d7708754-Reviews-Museo_Civico_di_Storia_Naturale-Comiso_Province_of_Ragusa_Sicily.html

http://www.edizionibelvedere.it/riviste/natura-rerum


 

Contatti:

Dott.ssa Salvina Calandra 0932 748335  

Dott. Gianni Insacco 0932 748212 - 348 3528210

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Responsabile servizi:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Conservatore scientifico: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

Orari di apertura: 

Lunedì: Chiuso

Martedì: 09.30 / 17.00

Mercoledì: 09.30 / 17.00

Giovedì: 09.30 / 17.00

Venerdì: 09.30 / 17.00

Sabato: 09.30 / 17.00

Domenica 09.00 /13.00


 

Ticket:

Biglietto intero € 3.50 - Ridotto € 2.00


 

 

 

The town museum of natural history of Comiso

The history of the town museum of natural history of Comiso

The town museum of natural history of Comiso was Established in 1991, it is currently accessible from  two adjoining buildings. In the “Vecchio Mercato Ittico” striking building dated to 1867, in Erbe square , it is preserved the section of the cetaceans and of the sea turtles, while, on the first floor of " Ex Scuola D’arte " in Via degli Studi street, it is preserved  the paleontological and zoological section.

The collections of the town museum of natural history of Comiso

The museum has a rich collection of fossils from different geological era , about 10,000 findings, and also several remains of vertebrates from the Sicilian quaternary period and about a hundred of Sicilian minerals.

It has several zoological specimens, among them there are  several hundreds of shells, about two thousand naturalized terrestrial and marine animals, several osteological specimens and the most important collection of cetaceans of the southern Italy .
It has more than 7,000 fossils belonging to the private paleontological collection "G. Insacco" and other fossils and zoological findings are recovered as a result of missions carried out by the staff of the museum, or given by companies or by private collectors.

The paleontological section
It is dedicated to the origin of life and to the animal evolution. The showed fossils come from different continents and they prove some important milestones of life. From the earliest organisms, to the armoured fish of the “paleozoico Era”, from the large reptiles that colonized the world during the “Mesozoico” to the mammals of the Quaternary Period, including humans.
A particular attention is addressed to the fossils of vertebrates from the Sicilian Quaternary period, that are almost all  from the area of Comiso.

Part of them are the remains of small  elephants (Elephas falconeri, Elephas mnaidriensis),  the remains of hippos, deers, bisons, wolves , bears and numerous remains of birds, reptiles and amphibians. The hollow shell of a giant terrestrial tortoise (“Geochelone sp.”) is amazing. And the eggs perfectly preserved, with a diameter of 65 mm. , discovered by Mr. Puccia Vincenzo from S. Croce Camerina (RG). It is the second discovery happened in the whole Mediterranean area.
The vertebrates from the quaternary period were and are still  under  exhaustive studies conducted by the Superintendence BB.CC.AA. of Ragusa with the Department of Earth Science of the University of Messina. By studying these remains, it was possible to improve the knowledge of the geo-paleontological Sicilian quaternary period, in addition it was possible to prove that the fossils of elephants discovered in the area of Comiso are the oldest of Sicily, dated to over 650,000 years ago ( Bonfiglio and Insacco , 1992).

The zoological section
The main feature of the collection is the didactics and the systematical method that is essential for anyone who wants to study deeply systemic zoology or to use it as aid to the teaching for school.
The collection consists of interesting zoological Sicilian, European and exotic specimens.
In the room of the invertebrates there are various mollusks and invertebrates. Among these  findings, there are a Giant Clam (the largest bivalve mollusk in the world ), there are also two giant squids belonging to the type of  “Tisanoteuthys Rombus” , various tropical and Sicilian insects, a very important collection of shellfish. In a room, which was realized thanks to the regional subsidy of the Regional Department of Cultural and Natural Heritage and P. I. of Palermo, various Mediterranean and tropical fishes were exposed belonging to type  in common, rare and abyssal and numerous specimens of our local and tropical “erpetofauna”. The giant tortoise from Aldabra and the Python molurus  of five meters long and  40 kg weight are very interesting.
The Sicilian and the European birds are exposed in another room. Many of the naturalized birds exposed belong to the Ornithological Collection "G. Licitra" Chiaramonte Gulfi .
Various findings mammals and porpoises, the room of cetaceans and sea turtles, the latter positioned in the old fish market, complete decollection

The room of cetaceans and sea turtles
Among the cetaceans exposed excel between the “Odontoceti” ( toothed whales ) the skeleton of a common dolphin, a pilot whale , a beaked whale , two jaws of the sperm whale, the skeleton of the very rare “Steno” ( Steno bredanensis ), this is the only Italian skeleton coming from the Mediterranean area and the skeleton of the miniature 

A cura di Fabio Urso