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IL PATRIMONIO ARTISTICO DI COMISO

Breve viaggio virtuale tra monumenti, piazze, scavi archeologici, castelli, palazzi storici e chiese nel territorio di Comiso

   

municipio

     

APPROFONDIMENTI:
  • CHIESE
    Un'attrattiva turistica decisamente molto interessante dal punto di vista artistico formativo a Comiso sono le chiese...
  • PALAZZI
    Breve viaggio storico virtuale tra i tanti palazzi di Comiso : il Municipio, palazzo Comitini, palazzo Caruso...
  • PAGODA
    La Pagoda della Pace: è dal 1989 che il monaco giapponese Morishita lavora al progetto di una Pagoda per la Pace a Comiso...

 

chiesa Madre

    

palazzo Occhipinti

      

MONUMENTI AI CADUTI:

Monumenti ai caduti della Resistenza: presso il viale della Resistenza

Monumenti ai caduti: in via S. Biagio presso il castello Aragonese

    

monumenti ai caduti

   

PIAZZE:

Piazza Fonte Diana: per l'antica presenza della fonte, è da sempre al centro della vita comisana. La Fonte è composta da una rotonda in muratura che copre la sorgente, con 13 cannelle che riversano acqua nella sottostante vasca; il soppalco fu aggiunto nell''800 per i concerti della Filarmonica. La statua di Diana è degli anni '30. Da sempre punto d’incontro della vita cittadina, è contraddistinta dalla statua della Dea Diana, divenuta nel tempo simbolo della città. La statua, semisdraiata tra due cani, sovrasta con la sua mole la fonte vera e propria, costituita da 13 cannelle dalle quali sgorgano acque limpidissime. Remmio Fanno, poeta latino, nei suoi versi cantava i prodigi di queste acque che se attinte da fanciulle impure subito si sarebbero intorbidite. Sulla piazza si affacciano il palazzo del Comune (1887), del Banco di Sicilia (1931-32), Iacono (1894), Leopardi Romano (1915), l’ex "Albergo Moderno" (sec. XIX) ed il palazzo Iacono-Ciarcià (sec. XVIII), caratterizzato da un leggero porticato scandito da colonne ioniche.

Piazza delle Erbe: la Piazza, le botteghe e il soprastante "cianu a Matrici" (Sagrato della Chiesa Madre) furono costruiti nel 1932-33, su progetto dell'ing. Terranova, negli stessi anni in cui fu sistemato architettonicamente "cianu a Nunziata" (Sagrato della Chiesa Annunziata). E' uno dei punti più vivaci di Comiso. Di giorno i frequentatori dei circoli sociali, che occupano i locali sotto la Matrice, intavolano pacifiche sfide, a carte e a parole, di sera diventa un punto d'incontro privilegiato per i giovani comisani. Al centro v'è una piccola fontana. Il lato Sud è delimitato da v. P. Giovanni XXIII e da una ringhiera. La piazza rappresenta un armonico equilibrio fra le monumentalità che su di essa si affacciano: la Matrice e la loggia da cui si accede all'ex mercato ittico, con colonne e scalinata. Le arcate, la leggera pendenza della piazza, l'uso di questa pietra che, col tempo, assume riflessi dorati, creano un ambiente-teatro, dove, come scriveva G. Bufalino, si mettono in scena, di continuo, i "miniambi" della vita comisana.
Il Mercato Vecchio: costruito nel 1867 su progetto dell’arch. Fianchini, costituì fino alla meta del ‘900 il mercato cittadino per la vendita del pesce e della carne. L’edificio, caratterizzato da eleganti loggiati esterni ed interni ed abbellito all'interno da una fontana, oggi ospita l'Ufficio Informazioni Turistiche, il Museo di Storia Naturale e la sede della Fondazione "G. Bufalino".

Altre piazze : P.zza Aurelio Saffi, P.zza Carlo Marx, P.zza S. Francesco, P.zza S. Biagio, P.zza A. Maiorana.

    

piazza Fonte Diana

   

SCAVI:

Le terme imperiali ed i mosaici: scoperte durante i lavori di costruzione del Palazzo Municipale, furono studiate nel 1935 dagli archeologi E. Arias e B. Pace e portate alla luce nel 1989. Alimentate un tempo dalle acque della Fonte Diana, hanno origine in epoca romana (sec. II-III d.C.) ed utilizzate fino al periodo bizantino (sec. IV-V d.C.). Della struttura termale sono visibili il tepidarium, un ambiente a temperatura media che serviva ad adattare la temperatura corporea agli ambienti più caldi del caldarium ed il ninfeo per i bagli freddi. Qui un pavimento a mosaico raffigura scene marine con singolari ambientazioni topografiche e mitologiche, riferite alle acque della Fonte Diana e del fiume Ippari.

    

mosaici

    

CASTELLO:

Il Castello Aragonese: l'edificio (sito in via S. Biagio), esistente già nel XIII secolo, frutto di continue trasformazioni, è caratterizzato da un lato da un mastio di forma quadrangolare (sec. XVI) e dall'altro da un battistero bizantino di forma ottagonale (sec. III-IV d.C.). La fortezza è dotata di un portale ad arco acuto con battenti chiodati, sovrastato da una loggetta di sapore cinquecentesco, con apertura ad arco sorretto da colonne. Il castello fu sede feudale dei Chiaramonte, dei Cabrera e, dal 1453, fortezza residenziale dei Signori Naselli che nel tempo ne diedero l’attuale conformazione. Un certo mistero si cela in tre blocchi di pietra posti alla sinistra dell’entrata, dove epigrafi in greco, latino ed arabo antico, risultano ancor oggi di difficile interpretazione.

    

castello Aragonese