| FEBBRAIO Festa di San
Biagio, protettore della gola, Patrono del paese. La festa liturgica
ricorre il 3 febbraio, invece, quella popolare si svolge a luglio. Ogni
anno, a febbraio, una folla di fedeli raggiunge la chiesa dedicata al
patrono, fin dalla celebrazione della prima messa mattutina. Le
celebrazioni eucaristiche poi proseguono nel corso della giornata fino
alle 20.00, l’una dopo l’altra. Dopo ogni messa si svolge il
tradizionale rito della benedizione della gola a cui nessuno si sottrae,
consistente nell'accostamento al collo del fedele di due candele accese
intrecciate tra di loro mentre il sacerdote enuncia la formula di
benedizione. Inoltre, durante i giorni di
festa si distribuiscono dopo la celebrazione eucaristica pani benedetti
a forma di gola (i ccannaruzzedda di San Blasi). San Biagio vescovo di
Sebaste, oggi in Turchia, medico egli stesso, è onorato come il patrono
del cavo orale. Arrestato dal preside Agricolao durante la persecuzione
ordinata da Licinio, fu imprigionato, lungamente picchiato e sospeso ad
un legno, dove con pettini di ferro gli fu scorticata la pelle e quindi
lacerate le carni. Dopo un nuovo periodo di prigionia, fu gettato in un
lago, dal quale uscì salvo, quindi per ordine dello stesso giudice,
subì il martirio decapitato insieme con due fanciulli e dopo
l'uccisione di sette donne arrestate perché raccoglievano le gocce di
sangue che scorrevano dal corpo dello stesso martire, durante il suo
supplizio. E’ stato innalzato alla dignità di santo ed è invocato
contro i mali di gola, perché durante la sua prigionia, guarì
miracolosamente un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella
trachea. È inoltre il santo patrono dei cardatori di lana, in memoria
del modo in cui patì il martirio. È venerato anche dalla Chiesa
ortodossa. Il Carnevale con maschere e balli popolari in
particolare con la caratteristica Sagra della mitilugghia (focaccia di
farina bianca).
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