| CENNI STORICI
La biblioteca comunale di Comiso si costituì il 4 settembre del 1906
per l'interessamento di alcuni giovani volenterosi, tra i quali si
distinse il giovanissimo Biagio Pace, il futuro famoso archeologo. Essi
sottrassero alla polvere e ai topi i fondi librari delle Congregazioni dei
padri Filippini e Cappuccini, soppresse nel 1866. Tali fondi, comprendenti
parecchie cinquecentine e secentine, ammucchiate in alcune cellette dei
Cappuccini, furono trasferiti, col consenso del Sindaco, cav. Carmelo
Spadaro, nei mezzanini tra il piano terra e il primo piano del Palazzo
comunale. Essi costituirono il fondo iniziale della biblioteca. Ad essi si
aggiunsero doni librari di privati cittadini. Il consiglio comunale con
delibera del 7 novembre 1907 redasse un primo regolamento della biblioteca
che prevedeva una somma per l'acquisto di opere e l'apertura bisettimanale
al pubblico.
Dopo il 1918 il can. Rosario Flaccavento assunse l'incarico di
bibliotecario, dietro modesto compenso da parte del Comune. Il Flaccavento
si prodigò con impegno e competenza al riordino del materiale esistente,
selezionando in 14 buste (Acta Miscellanea selecta veteris regiminis
Yhomisi) parecchi manoscritti delle Corti Comitale, Giuratoria e
Giudiziale di Comiso dal 1550 al 1860. Da tale documentazione il
Flaccavento trasse il materiale per la sua interessante e documentata
opera "Vicende storiche di Comiso antica e moderna" pubblicata a
Catania presso Di Mattei, nel 1926, con lo pseudonimo di Fulvio
Stanganelli. Già prima, con lo stesso pseudonimo, egli aveva scritto
"Su le origini di Comiso" e su "Una congiura mazziniana a
Vittoria e Comiso" in "Archivio Storico per la Sicilia
Orientale", e nel 1915 "Comiso nell'ultimo decennio del
700" oltre ad un notevole numero di articoli e saggi di letteratura,
storia, etnologia su riviste e giornali dell'epoca.
Nel 1934 la biblioteca dietro sollecitazione del can. Flaccavento,
venne trasferita dai bui mezzanini del Comune nei locali dell'ex Oratorio
dei padri Filippini (vicino alla chiesa dell'Annunziata).
Nel 1939 pervennero in dono alla biblioteca dal Ministero i 37 volumi
dell'Enciclopedia Treccani, insieme ad altre opere.
Nel 1941 le opere pregevoli, per espressa circolare del ministero,
vennero poste in luogo più sicuro a causa della guerra. In quegli anni
venne eretta nella sala lettura una ringhiera in legno per evitare
lamentati inconvenienti verificatisi nel contatto diretto tra
frequentatori e patrimonio librario.
Nel 1951 muore il canonico Flaccavento. A dirigere la biblioteca
vengono incaricati dal Comune, per brevi periodi, alcuni giovani studiosi
tra cui Senzio La Scala e Maria Raniolo; poi due funzionari del Comune,
prima il sig. Antonino Rosso e dopo il sig. Paolo Adamo.
Nel 1954 l'Amministrazione comunale appronta il nuovo regolamento della
biblioteca e mette ex novo nell'organico del personale i posti di
Direttore della biblioteca e di custode-distributore da assumere dietro
pubblico concorso esterno.
Dal 1 maggio 1956 viene nominato bibliotecario Biagio Floridia (che
rimarrà in carica fino al 30 dicembre 1991).
Nel settembre dello stesso anno 1956 viene impiantata una efficiente
scaffalatura metallica con ballatoio perimetrale che sostituendo la
vecchia scaffalatura in legno, evita una iniziale diffusione di parassiti
del legno e della carta. Intanto si arricchisce notevolmente il patrimonio
librario e questo favorisce l'aumento di lettori, frequentatori e soci. La
biblioteca si fa anche promotrice di conferenze, dibattiti, mostre, ecc.
Nel 1977 la biblioteca cambia sede e viene inserita nelle attuali
strutture del Centro Servizio Culturale di via Degli Studi, nei locali
dell'ex Scuola d'Arte.
Attualmente la Biblioteca Comunale possiede circa 44.000 volumi, mentre
l’attuale direttore è il capo sezione signor Giovanni D’Avola. |