| A fianco delle piccole e medie imprese comisane.
Artigianato, marchi di qualità, pietra di Comiso, sfilato, mosaici, vino
...
La sigla vuol dire istituzione per la promozione delle attività
produttive, dunque, si presenterebbe già da se.
Ma una breve cronistoria ci aiuta per entrare in maniera capillare in
tutto quello che, sia in questo numero, che negli altri a seguire, andremo
a descrivere.
L’istituzione nasce nell’aprile 1999, e scaturisce dall’esigenza
di individuare un organo ben specifico che si occupasse esclusivamente del
comparto produttivo in tutti i suoi aspetti.
In realtà, da diversi anni, presso gli uffici commercio-artigianato
del comune di Comiso, erano attenzionati i vari comparti produttivi,
compreso quello agricolo, ma, l’individuazione di una istituzione
ufficialmente preposta a tal uopo, avrebbe caratterizzato in maniera più
evidente tutto il lavoro proteso allo sviluppo economico dei vari
comparti.
Si arriva così, all’IS.PRO.A. Essa è composta da un presidente,
ragioniere Paolo Salvo, un direttore, dott. Giovanni Di Falco, ed un consiglio
di amministrazione i cui componenti sono: Sallemi Raffaele, Avola
Giuseppe, Cardini Biagio, Blanco Salvatore.
In soli due anni, l’istituzione è gia in grado di annoverare diverse
iniziative volte ad esportare le nostre potenzialità, al mercato esterno.
La campionaria “ Isola dei Mestieri”, ad esempio, è l’aspetto
più evidente di un lavoro certosino che vede annualmente la propria
gratificazione, attraverso le numerose richieste di partecipazione di
artigiani esperti, e, soprattutto di giovani leve.
Dunque il dato rilevante è quello che, grazie al lavoro di rilancio
delle tradizioni artigianali locali, i giovani cominciano ad individuare
possibili sbocchi occupazionali attraverso l’impresa.
Gli obiettivi dell’IS.PRO.A : Abbiamo detto rilancio dei comparti
tradizionali.
Da dove iniziare, in che modo continuare, quali mezzi utilizzare.
Domande che hanno richiesto mesi di analisi, di colloqui con le diverse
categorie artigiane, che hanno portato alla luce problemi di difficile
risoluzione, quale ad esempio l’emersione dal lavoro sommerso e sotto
pagato delle ricamatrici.
Il tutto, tra l’altro, ha portato ad una domanda ancora più
rilevante, ed apparentemente di profilo meno nobile: con quali fondi? “
Spendiamoci “ proprio su quest’ultimo punto.
E’ superfluo ribadire che, per qualunque attività da svolgere,
necessitano fondi. E’ ancora più superfluo ribadire che, un comune di
piccola – media grandezza, non ne ha molti a disposizione.
Ed attraverso questo itinerario che potrebbe sembrare contorto,
giungiamo ad uno dei punti più qualificanti , il primo sicuramente, dell’IS.PRO.A.
Oggi infatti, si può dire a ragion veduta, che questa istituzione è
riuscita ad attingere ad uno dei tanti finanziamenti della comunità
europea destinati proprio al raggiungimento di alcuni obiettivi.
Il punto qualificante è che nella regione Sicilia, l’istituzione è
l’unica ad avere presentato dei progetti, e l’unica ad avere avuto
tali finanziamenti.
Nello specifico, il finanziamento è definito Konver 2, misura c. A
cosa destinare questi fondi ? La destinazione di questi fondi, coincide
esattamente con gli obiettivi da raggiungere.
Dunque, avendo già una capillare conoscenza delle categoria artigiane
e dei problemi inerenti ai vari comparti, i due filoni più grossi da
promuovere in prima istanza, sono apparsi nitidamente da soli: ricamo, e
pietra di Comiso.
Comiso annovera una tradizione nel settore, che risale, come fonti
conosciute, al 1400. E’ importante invece dire quali erano i problemi
delle ricamatrici qui a Comiso.
La maggior parte di loro, ha sempre lavorato in casa, prima per
passatempo, poi per ricavare un piccolissimo guadagno dalla loro arte, ma
, sebbene i manufatti siano sempre state delle autentiche opere d’arte,
il solo fatto di lavorare in maniera precaria, non li ha mai giustamente
valorizzati.
In tal modo, negli anni, si è assistito al sopravvento di poche
persone dotate di forte imprenditorialità, che, sfruttando al massimo
queste donne, ha immesso in qualunque tipo di mercato, i ricami di pregio,
realizzati a Comiso, triplicandone il prezzo, rispetto a quanto veniva
pagato alle ricamatrici.
Solamente quando questi lavori , grazie alle numerose manifestazioni
organizzate dall’ IS.PRO.A., sono usciti come dire “ allo scoperto “,
automaticamente il manufatto ha acquistato valore.
Prova ne sia che, negli ultimi anni, le donne che ricamano, sono
giovani, e non più donne anziane che, per mancanza di manodopera, non
avevano più a chi tramandare la conoscenza.
Chiusa questa doverosa e generica parentesi, torniamo al Konver 2
misura C. |